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Filippo de Pisis - Cantore di bellezza
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Mostra e catalogo a cura di :Silvana Costa in collaborazione co ANDREA BUZZONI, dirigente settore Attività Culturali Comune di Ferrara

Con il Patrocinio :Ministero per i Beni e le attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna

Allestimento :Livia Bassi, Rosanna Emmi, Francesca Forlazzini , Paola Maltoni,Maria Orsini

Si ringraziano :per il Cerbero : Claudia Angelini Bassi, Cinzia Baccarini, Ilaria Baldi, Serena Baroncioni, Gianni Farolfi, Sante Galassi, Massimo Magnani, Mascia MargottiMorena Milandri, Erica Olivieri, Gianni Righetti, Valentina Rossi, Francesca Rovetti
Giovanni Rovetti, Ginpiero Senno.

Per i DS di Ravenna: Daniele Buda, Mara Cavallari, Miro Fiammenghi, Foscolo Giunchi, Massimo Isola, Sergio Lama, Gianni Marattoni, Alberto Pagani, Monica Pattuelli, Laura Suprani, Giancarlo Turchi, Alfeo Zanelli
Si ringrazia inoltre :Giuseppe Amadei, Andrea Corsini, Lino Costa,Dea Fabbri,Francesco Negri,Sergio Negri, Giorgio Pulazza, Giorgio Rosetti, Silvana Zavatti , Mauro Bragagni, Bruno Caravita , Cesare Franchi, Piero Francesconi, Luigi Gabusi, Giuliano Gamberini Giancarlo Moretti, Steno Marcegaglia, Patrizia Odessa, Corrado Pirazzini, Veniero Rosetti, Dario Rossi, Orano Suprani .

PALA DE ANDRE' (RAVENNA). 25 AGOSTO - 11 SETTEMBRE - Festa dell'Unità
Questa mostra - a cura de L’associazione Il Cerbero e in collaborazione con Palazzo Massari nella persona di Andrea Buzzoni - vuole essere un omaggio a Filippo de Pisis a cinquantanni dalla sua morte.
L’esposizione raccolgie una alta scelta delle opere di Filippo de Pisis quasi tutte provenienti dalla fondazione Giuseppe Pianori e alcune da collezionisti privati, una trentina tra le sue opere più belle realizzate anche in funzione della città natale, Ferrara, e più di venti disegni con soggetto figure di maschili. Le opere qui riunite illustrano il suo percorso creativo, che è un elogio della bellezza di cui l’artista è stato “innamorato cantore”, tra i più alti dell’arte europea del Novecento. Lo è stato declinando con accento personalissimo questo concetto secondo quanto il suo tempo, nei più diversi campi, dalla letteratura alla poesia, veniva formulando. Non parliamo della bellezza classica delle armoniose proporzioni, ma la sua essenza più drammatica, così novecentesca nella sostanza.

L'artista

“.. Innumerevoli uomini, brutti in maggioranza, affluiscono con noi in quello stesso corridoio, o ci vengono incontro smagriti e pallidi. Baffi spioventi e gialli, occhi atterriti dalla miseria: Donne piccole con cappellini ridicoli. Vecchi tremanti e grassi nauseanti. Ma d'improvviso ecco che lo sconforto per tanta strabocchevole bruttezza viene cancellato e si illumina di allarmato piacere il nostro occhio all'apparizione audace d'un ragazzo bruno col berretto spavaldo sbandato e mani rosse e animose”

Elogio al bello . De Pisis

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